Funghi medicinali per le difese immunitarie: cosa dice la scienza

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Rafforzare il sistema immunitario in modo naturale è una delle ricerche più comuni quando si parla di benessere. E tra le risorse che stanno attirando sempre più attenzione, sia nella comunità scientifica che tra chi cerca alternative naturali, ci sono i funghi medicinali. Non parliamo dei comuni champignon da cucina, ma di specie che da millenni vengono utilizzate nella medicina tradizionale orientale per le loro proprietà benefiche.

A raccontarci di più su questo tema è Crystalweed, azienda italiana attiva dal 2014 nella produzione di prodotti naturali per il benessere, che ha recentemente lanciato Veeta, una nuova linea di integratori a base di sette funghi medicinali: Reishi, Chaga, Lion’s mane, Cordyceps, Shiitake, Maitake e Auricola, tutti abbinati alla rosa canina. Clicca qui per vedere tutti i prodotti. 

Perché i funghi medicinali sono diversi dagli altri integratori

Quando pensiamo agli integratori per il sistema immunitario, di solito ci vengono in mente vitamine e minerali. I funghi medicinali funzionano in modo diverso. Come spiegano da Crystalweed, questi organismi contengono molecole uniche che aiutano l’organismo a mantenere l’equilibrio, soprattutto nei periodi di stress.

Il concetto chiave è quello di “modulazione”. Mentre alcuni integratori stimolano il sistema immunitario (il che può essere problematico in caso di patologie autoimmuni), i funghi medicinali lo aiutano a funzionare meglio: lo rafforzano quando è debole, ma evitano di sovrastimolarlo quando non serve.

Il segreto sta nei beta-glucani

Ma come fanno esattamente questi funghi a interagire con il nostro sistema immunitario? La risposta sta in alcune sostanze chiamate beta-glucani, che sono una sorta di zuccheri complessi presenti in grandi quantità nei funghi medicinali.

Senza entrare troppo nel tecnico, i beta-glucani vengono riconosciuti dalle cellule del nostro sistema immunitario come segnali importanti. Quando le cellule immunitarie li “leggono”, attivano una serie di risposte che coinvolgono diversi tipi di cellule difensive: dai macrofagi (che letteralmente “mangiano” gli invasori) alle cellule natural killer (specializzate nell’individuare cellule anomale).

Tutti i funghi della linea Veeta sono particolarmente ricchi di queste sostanze, ma ognuno ha caratteristiche specifiche. Il Maitake, per esempio, è molto apprezzato in Giappone proprio per il suo tipo particolare di beta-glucani, mentre il Reishi contiene anche altre molecole chiamate triterpeni che hanno mostrato proprietà antinfiammatorie.

Il Reishi, il più studiato per l’immunità

Se c’è un fungo che ha attirato l’attenzione della ricerca scientifica per le sue proprietà sul sistema immunitario, quello è sicuramente il Reishi. In Oriente viene chiamato “fungo dell’immortalità” da almeno 2000 anni, e oggi diversi studi hanno confermato che non si tratta solo di tradizione popolare.

Il Reishi contiene oltre 400 composti bioattivi diversi. Alcuni studi hanno evidenziato che può aumentare l’attività delle cellule natural killer, che hanno il compito di individuare e distruggere cellule potenzialmente pericolose. Altri ricercatori si sono concentrati sui triterpeni, che sembrano avere un effetto benefico sull’infiammazione cronica, quel tipo di infiammazione “silenziosa” che è collegata a molte patologie moderne.

Come spiegano da Crystalweed, l’idea non è quella di sostituire le terapie mediche, ma di offrire un supporto naturale che aiuti l’organismo a funzionare al meglio, specialmente in periodi di stress o cambi di stagione.

Quando lo stress indebolisce le difese

Uno degli aspetti più interessanti dei funghi medicinali riguarda il loro rapporto con lo stress. È ormai noto che lo stress cronico può indebolire significativamente il sistema immunitario, rendendoci più vulnerabili a infezioni e malattie.

Qui entra in gioco il Cordyceps, un fungo dalla storia particolare. Secoli fa, gli allevatori tibetani notarono che gli yak che pascolavano in alta quota e mangiavano questo fungo mostravano più energia e resistenza. Oggi sappiamo che il Cordyceps contiene sostanze che supportano la produzione di energia nelle cellule e, cosa ancora più interessante, sembra aiutare l’organismo a gestire meglio la risposta allo stress.

Quando siamo stressati, le ghiandole surrenali lavorano di più per produrre cortisolo e altri ormoni. Il Cordyceps sembra supportare proprio questa funzione, aiutando il corpo a mantenere un equilibrio anche in condizioni difficili. E quando il corpo gestisce meglio lo stress, anche il sistema immunitario ne beneficia.

Il collegamento tra cervello e sistema immunitario

Un altro fungo che vale la pena approfondire è il Lion’s mane, conosciuto anche come Hericium erinaceus. Questo fungo dalla forma particolare (ricorda davvero una criniera di leone) è famoso soprattutto per i suoi effetti sul sistema nervoso, ma c’è un aspetto meno noto che lo rende interessante anche dal punto di vista immunitario.

Il Lion’s mane contiene sostanze che stimolano la produzione di quello che viene chiamato “fattore di crescita nervoso”, importante per la salute dei neuroni. Ma questa stessa molecola, come hanno scoperto i ricercatori, può influenzare anche alcune cellule del sistema immunitario. È un esempio perfetto di come il nostro corpo sia un sistema interconnesso: quello che fa bene al cervello può avere effetti positivi anche sulle difese immunitarie.

Gli studi dell’Università di Pavia, che Crystalweed segue con attenzione, hanno mostrato che l’integrazione con Hericium può migliorare non solo le funzioni cognitive ma anche parametri legati allo stress e all’infiammazione. È uno dei motivi per cui questo fungo è stato incluso nella linea Veeta.

Gli antiossidanti del Chaga e dello Shiitake

Oltre all’azione diretta sul sistema immunitario, alcuni funghi medicinali sono particolarmente ricchi di antiossidanti, sostanze che proteggono le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Due esempi eccellenti sono il Chaga e lo Shiitake.

Il Chaga cresce sulle betulle nelle regioni fredde della Siberia e della Scandinavia, ed è uno dei funghi con il più alto potere antiossidante in assoluto. Contiene melanina (sì, la stessa che dà colore alla nostra pelle), acido betulinico e un enzima chiamato superossido dismutasi, tutti potenti neutralizzatori dei radicali liberi.

Lo Shiitake, invece, è il fungo medicinale più studiato al mondo. Oltre a essere gustoso in cucina, contiene un polisaccaride chiamato lentinano che ha mostrato proprietà immunostimolanti in molti studi. In Giappone il lentinano è stato ampiamente ricercato come supporto nelle terapie oncologiche, sempre in affiancamento alle cure convenzionali ovviamente.

Non tutti i prodotti sono uguali

Una cosa importante da sapere quando si parla di integratori a base di funghi è che la qualità può variare moltissimo. Il contenuto di principi attivi dipende da molti fattori: quale parte del fungo viene utilizzata, come viene coltivato, e soprattutto come vengono estratte le sostanze benefiche.

I polisaccaridi che abbiamo menzionato, per esempio, si concentrano principalmente nel corpo fruttifero del fungo (quella che vediamo spuntare dal terreno), mentre altre sostanze possono essere più abbondanti nel micelio (la parte sotterranea). Inoltre, molti beta-glucani hanno bisogno di processi di estrazione specifici per diventare biodisponibili, cioè utilizzabili dal nostro organismo.

Come sottolineano da Crystalweed, un prodotto che utilizza semplicemente polvere di fungo grezzo potrebbe non fornire i benefici che ci aspettiamo. Per questo l’azienda pone molta attenzione alla standardizzazione degli estratti, per garantire che ogni capsula contenga effettivamente le sostanze bioattive in quantità adeguate.

Perché abbinare i funghi alla rosa canina

Una caratteristica della linea Veeta è che ogni fungo medicinale è abbinato alla rosa canina. Non è una scelta casuale. La rosa canina è ricchissima di vitamina C naturale, che non solo supporta direttamente il sistema immunitario ma migliora anche l’assorbimento di molti composti presenti nei funghi.

Inoltre, la vitamina C è un potente antiossidante che lavora in sinergia con i polisaccaridi e le altre sostanze dei funghi per contrastare lo stress ossidativo. È un esempio di come combinare ingredienti diversi possa creare un effetto maggiore della semplice somma delle parti.

Un supporto naturale, non una soluzione miracolosa

È importante essere chiari su un punto: i funghi medicinali non sono medicine miracolose e non sostituiscono le terapie mediche quando sono necessarie. Sono però grande aiuto che ci arriva dalla natura per aiutare l’organismo a mantenere quell’equilibrio che chiamiamo salute.

In un’epoca in cui stress, inquinamento e ritmi frenetici mettono costantemente alla prova le nostre difese naturali, avere strumenti che vengono dalla natura e sono supportati dalla ricerca scientifica può fare la differenza. La linea Veeta di Crystalweed, con i suoi sette funghi medicinali abbinati alla rosa canina, è stata pensata proprio per offrire questo tipo di supporto.