• Una Cun cereali

    Intervista pubblicata sulla Gazzetta di Mantova il 09.08.2016

    Dal grano al latte, dai suini alla promozione sui mercati esteri. Il ministro Maurizio Martina ieri sera alla festa provinciale del Pd di Suzzara ha affrontato tutti i temi di attualità nel mondo agricolo, anticipati poco prima del dibattito in questa intervista concessa alla Gazzetta.

    Crisi del grano: cosa può fare il governo e a chi toccano gli interventi più importanti per risolverla?
    «Il governo ha già proposto alcuni interventi che crediamo utili per aiutare la filiera. In particolare abbiamo già stanziato subito dieci milioni per il piano cerealicolo nazionale e proposto l`attivazione di una vera e propria Cun (commissione unica nazionale) per attenuare le dinamiche difficili che abbiamo visto anche recentemente. È chiaro che il prezzo non lo può fare una istituzione pubblica, ma certamente noi dobbiamo aiutare a difendere il reddito dei nostri agricoltori e favorire rapporti di filiera più positivi lavorando sempre di più sulla qualità del 100% italiano».

    A proposito di Cun: quella sui suini di Mantova continua a non funzionare.
    «Per quello che ci riguarda stiamo cercando di affrontare anche le difficoltà del settore suinicolo con azioni precise. Lavoriamo per confermare anche per il 2017 l`aumento della compensazione Iva,per allargare e semplificare la moratoria debiti con il pagamento diretto degli interessidelle aziende, per la creazione di un marchio unico nazionale per i regimi di qualità. Su tutti gli ulteriori passi possibili ragioneremo anche con le regioni più interessate, Lombardia in primis».

    L`export agroalimentare cresce, ma molto meno di quello che potrebbe. I consorzi faticano ad arrivare oltre una certa soglia.
    «La congiuntura economica internazionale non è certo semplice, ma io confido in una seconda parte dell`anno più positiva. In ogni caso il nostro export agroalimentare rimane una delle leve più forti che abbiamo e dobbiamo investire sempre meglio a supporto di tutti i soggetti in grado di organizzare l`offerta agroalimentare per ramificarne nel modo la distribuzione. I consorzi devono essere parte di questa strategia, non c`è dubbio».

    Nel collegato agricolo si parla di riorganizzazione di Agea: in che cosa consiste?
    «Dopo aver riorganizzato Ismea con Isa e Cra con Inea ora tocca ad Agea. È un nodo cruciale del nostro programma. Penso a un soggetto pagatore più efficiente, più coordinato con gli enti pagatori regionali. Più snello e più forte per affrontare la gamma di servizi garantire al sistema agricolo nazionale. Abbiamo trovato una situazione molto delicata quando siamo arrivati, il mio impegno è quello di lasciare una Agea più credile ed efficiente».

    Prezzo del latte: il problema si ripete ciclicamente per effetto di dinamiche sui mercati internazionali. In che misura sono dinamiche governabili?
    «Il nostro impegno continua con la consapevolezza di essere stati uno dei governi europei più attivi su questo fronte. La crisi del latte è di carattere continentale e purtroppo non esistono ricette facili. Noi non siamo stati con le mani in mano: dalla moratoria dei debiti, al fondo latte, ai ritiri straordinaria per gli indigenti, all’abolizione di Imu e Irap. Dopo gli interventi dei mesi scorsi, fra cui ricordo anche la novità storica dell`introduzione dell`origine della materia prima in etichetta dal prossimo gennaio 2017, a settembre dovremo definire la destinazione dei 21 milioni di budget avuto da Bruxelles nell’ultimo consiglio agricolo di luglio. Abbiamo già delle idee, ma vogliamo affinare le proposte ascoltando il settore. Rimane in ogni caso la necessità di uno strumento stabile di organizzazione e lavoro per la filiera. Io continuo a credere che ci sia bisogno assoluto di una vera interprofessione del latte per farci fare un salto di qualità strutturale».

  • «Pacchetto di 800 milioni per risollevare i bilanci delle aziende agricole»

    (Intervista a firma di Carmine Fotina pubblicata su Il Sole 24 Ore il 18 ottobre 2015)

    Non avrà guadagnato i riflettori ma il pacchetto agricoltura, da solo, vale circa 800 milioni della manovra. Il ministro Maurizio Martina, dopo averne sintetizzato le linee portanti davanti alla platea dei Giovani imprenditori riuniti a Capri, entra nei dettagli di «un insieme di norme che possono rappresentare una svolta per il settore». Il perno, spiega, è il combinato disposto di eliminazione dell’Imu e dell’Irap per gli agricoltori professionali, per un impatto rispettivamente di 400 e 200 milioni di euro. Anche per l’Imu, contrariamente a quanto era emerso nelle prime bozze, il vantaggio riguarderà i terreni in pianura: «E un’eliminazione generalizzata per le aziende agricole anche in pianura, oltre che per tutti i territori delle aree svantaggiate e montane». L’intero pacchetto, che include anche interventi per i produttori di latte, per le assicurazioni anti calamità e per il rinnovo dei macchinari, «andrà ad incidere positivamente sui bilanci delle imprese agricole, difendendo prima di tutto il reddito di chi in Italia vive di agricoltura».

    Ai 600 milioni relativi alla manovra su Irap e Inni si aggiungono 140 milioni in due anni per il programma di agevolazioni assicurative contro le calamità naturali,45milioniperunfondo destinato a finanziare l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori agricoli e forestali, 32 milioni per l’aumento della compensazione Iva dall’8,8 per cento al 10 per cento per i produttori di latte fresco (risparmio fiscale stimato in 0,5 centesimi di euro per litro venduto). «Le coperture di queste misure sono per la grande maggioranza esterne al settore, accanto al recupero di importanti fondi perenti. Non finanziamo gli sgravi con altre tasse. Per i macchinari c’è anzi un effetto doppio, perché alla misura specifica finanziata con 45 milioni si aggiungerà il beneficio dei super ammortamenti al 140 per cento che la legge di stabilità ha previsto per tutti i settori».

    «Abbiamo davanti esempi concreti dei vantaggi che deriveranno agli agricoltori – prosegue Martina – e sono numeri interessanti». Per un’azienda di produzione di latte in Lombardia, con 400mila euro di fatturato, il beneficio è di 3.100 euro in termini di taglio Irap, 1.800 per l’Imu, 5.600 per la compensazione Iva, per un totale di 10.500 euro. Al Sud, se si utilizza come esempio un`azienda agrumicola siciliana di i4 ettari, il risparmio fiscale totale può aggirarsi intorno ai euro. Le stime del ministero, nel caso di un`impresa vitivinicola dell`Abruzzo din ettari indicano invece un risparmio di 8.800 euro. Ai tagli fiscali, il ministero abbina una nuova puntata della riorganizzazione degli enti. Isa e Sgfa vengono incorporati nell’Ismea. «Proseguiamo un riassetto che ha già visto l’abolizione dell`Ex Agensud e l’accorpamento di Cra e Inea nel nuovo Crea, il consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Con l’operazione Ismea inserita nella legge di stabilità pensiamo di aumentare l’efficienza generale del sistema e di agevolare l`accesso al credito delle imprese. Sarà nominato un commissario straordinario che avrà il compito di definire, entro un anno, un piano di riorganizzazione interna con un taglio alle spese fisse». Martina lascia il convegno di Capri con la convinzione che la nuova legge di stabilità fornirà un supporto rilevante al settore. Ma non si congeda senza un passaggio obbligato sull’Expo, «solo nella giornata di venerdì scorso ci sono state 272mila presenze: più di venti milioni di biglietti rappresentano un grande successo per l’Italia».

  • Legge di Stabilità: via Irap e Imu sui terreni per imprese agricole. Oltre 800 milioni di euro per la crescita

    “La legge di stabilità approvata ieri è tra le più agricole degli ultimi anni.  Abbiamo lavorato per tutelare il reddito delle imprese con sostegni concreti e immediati a partire dall’eliminazione dell’Irap e dell’Imu sui terreni. Meno tasse e più semplificazione e investimenti per sostenere un settore strategico anche per la lotta alla disoccupazione. Le misure messe a punto ci consentono di investire oltre 800 milioni di euro, segnando così una delle azioni più forti che si siano mai fatte negli anni a sostegno del settore primario”.

    VIA IRAP E IMU SUI TERRENI PER LE IMPRESE AGRICOLE 
    Tutelare il reddito degli agricoltori e favorire il rilancio immediato degli investimenti: sono questi gli obiettivi del taglio delle tasse sui fattori produttivi con la cancellazione di Irap e Imu sui terreni. 600 milioni di euro che potranno essere così utilizzati dalle aziende per aumentare la competitività, creare occupazione e affrontare con più forza la sfida dei mercati anche internazionali.

    QUANTO RISPARMIANO LE AZIENDE – CASI CONCRETI
    Grazie agli interventi stabiliti, le imprese agricole avranno forti risparmi fiscali. Ad esempio un’azienda di produzione di latte in Lombardia, con un fatturato da 400 mila euro, beneficerà di 3.100 euro di taglio Irap, 1.800 euro di taglio Imu, oltre a 5.600 euro di aumento compensazione IVA, per un totale di 10.500 euro di tasse in meno. Risparmio da 8.800 euro, invece, per un’impresa vitivinicola da 12 ettari in Abruzzo, grazie all’eliminazione dell’Irap che costava 4.660 euro e dell’Imu che pesava per 4.220 euro. Anche al Sud l’intervento è molto consistente: per un’azienda agrumicola siciliana di 14 ettari, infatti, ci saranno oltre 12.200 euro di tasse in meno (5.386 euro di Irap e 6.858 euro di Imu).

    LE ALTRE PRINCIPALI MISURE 

    – PIÙ TUTELA DEL REDDITO: 140 MILIONI PER ASSICURAZIONI CONTRO CALAMITÀ  
    Per garantire la tutela del reddito degli agricoltori danneggiati da fenomeni di eccezionale avversità atmosferica, viene finanziato con 140 milioni di euro in due anni il programma di agevolazioni assicurative in agricoltura contro le calamità naturali.

    – PIÙ INNOVAZIONE E SICUREZZA: 45 MILIONI PER RINNOVO MACCHINE AGRICOLE
    45 milioni di euro vengono stanziati per il rinnovo delle macchine agricole, puntando su tecnologie innovative, sicure e sostenibili. Il fondo, creato presso l’Inail, è destinato a finanziare gli investimenti per l’acquisto o il noleggio con patto di acquisto di macchine o trattori agricoli e forestali. La misura ha l’obiettivo di favorire l’innalzamento degli standard di sicurezza a favore dei lavoratori, l’abbattimento delle emissioni inquinanti e l’aumento dell’efficienza delle prestazioni.

    – MENO TASSE PER GLI ALLEVATORI: 32 MILIONI PER AUMENTO COMPENSAZIONE IVA
    Confermato l’intervento inserito nel Piano latte del Ministro Martina con l’aumento della compensazione Iva da 8,8% a 10% per i produttori di latte fresco. Il risparmio fiscale conseguente per le aziende del settore vale circa 0,5 centesimi di euro per litro venduto.

    – RAZIONALIZZAZIONE ENTI: ACCORPAMENTO ISA E SGFA IN ISMEA 
    Dopo l’accorpamento di Cra e Inea nel nuovo CREA (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura), prosegue l’azione di razionalizzazione degli enti collegati al Mipaaf. Per aumentare l’efficienza dell’amministrazione e favorire l’accesso al credito delle imprese agricole, la Legge di Stabilità prevede che l’Istituto Sviluppo Agroalimentare (ISA) e la Società Gestione Fondi per l’Agroalimentare (SGFA) vengano incorporati nell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA).

  • Un aiuto concreto a Save the Children

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo pubblicata su L’Unità del 14 ottobre 2015)

    In 5 anni ha aiutato più di 39 milioni di bambini con programmi di nutrizione e 95 milioni di mamme e figli con assistenza medica. Sono i numeri della campagna Every One di Save the Children che è stata rilanciata ieri da Expo. Una campagna che come Ministero delle politiche agricole abbiamo voluto sostenere, con un progetto specifico in Mozambico, con il coinvolgimento anche dei piccoli produttori locali. Lo stesso su cui saranno impegnati i fondi raccolti durante il semestre nel villaggio di Expo. L’obiettivo è quello di incidere stabilmente contro la mortalità infantile, perché come dice la campagna: “È facile dare un compleanno in più”. L’arrivo ieri sul Decumano di tanti clown e palloncini rossi per questa festa speciale resterà una delle immagini più belle di Expo. Sta qui la forza di questa Esposizione universale, nel suo coinvolgere milioni di persone su temi e contenuti cruciali. La sua capacità di dare risalto al grande lavoro della Società civile, che negli spazi di Rho ha trovato casa e rappresentanza. Il villaggio di Save the Children in questi mesi ha portato alla luce problematiche ancora irrisolte, emergenze umanitarie, ma anche soluzioni che possono farci cambiare rotta. Ci sono 69 milioni di bambini che rischiano di morire di fame fino al 2030 se non si agisce ora. È per loro che gli impegni della Carta di Milano, degli Obiettivi del Millennio dell’Onu, si devono tradurre subito in azioni di vera tutela del diritto al cibo. L’Italia c`è, al fianco di chi tutti i giorni sconfigge la fame.

  • PAC, IN ITALIA VIA ALLA SEMPLIFICAZIONE PER OLTRE 550 MILA “PICCOLI AGRICOLTORI”

    Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e Agea hanno adottato tutti i provvedimenti necessari per semplificare al massimo il regime dei cosiddetti “piccoli agricoltori” definito dalla nuova Politica agricola comune europea.

    “Abbiamo fatto una scelta forte in coerenza con il nostro programma di semplificazioni “Agricoltura 2.0″, con la quale puntiamo ad un taglio netto delle 100 giornate che le imprese agricole spendono in burocrazia. Con questa operazione i piccoli agricoltori non dovranno perdere più tempo e risorse dietro a adempimenti amministrativi. Se non cambia nulla in azienda riceveranno gli aiuti fino al 2020 senza altre domande. Non ci fermiamo qui: abbiamo già chiesto al Commissario Ue Phil Hogan di rendere più semplici le regole della Pac in una revisione da fare in tempi brevi”.

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