• Falsi indizi, ora la verità

    (Intervista a firma di Paola Mainiero pubblicata su “Il Mattino” del 12.04.2017)

    Non ha dubbi, Maurizio Martina. Le notizie che emergono dall’inchiesta su Consip sono «inquietanti» e «assai gravi», dice il ministro dell’Agricoltura. Martina oggi è a Napoli in vista delle primarie del Pd del 30 aprile. Alle 17,30, all’hotel Ramada, partecipa a una iniziativa promossa dalla deputata Annamaria Carloni. Il ministro compone con Matteo Renzi il ticket che si candida alla guida del partito. Lavoro, giovani, equità sociale, nuovo sviluppo e rilancio del progetto europeo sono le priorità «essenziali» sulle quali il Pd dovrà concentrarsi per riconquistare gli elettori persi negli ultimi anni. Per Napoli, dove il partito attraversa una lunga crisi, Martina ritiene necessario «un investimento nazionale forte del Pd».

    Ministro, la Procura di Roma indaga su una presunta manipolazione delle intercettazioni nell’inchiesta Consip. Questi nuovi sviluppi cosa le suggeriscono? Non c’è il rischio che siano le indagini giudiziarie a dettare i tempi e i temi della politica?
    «Abbiamo sempre detto con chiarezza della nostra fiducia nella magistratura. Lo dicevamo settimane fa e lo ribadiamo oggi. Le notizie di queste ore relative a manipolazioni e falsi indizi nell’inchiesta sono inquietanti e assai gravi. Bisogna che sia fatta presto piena luce».

    Renzi ha attaccato con toni molto duri il M5s. Sono i cinque stelle il vero avversario del Pd?
    «I cinquestelle hanno una vocazione distruttiva, mentre noi vogliamo costruire. La loro vena antidemocratica si vede anche nelle scelte interne prese solo dal capo così come nelle iniziative che propongono per l’Italia. Basti pensare alla loro posizione pericolosa suivaccini. Anche per questo il Pd ha oggi il compito di costruire una alternativa forte, popolare e credibile alle derive di Grillo e Salvini».

    Come pensate di riconquistare i tanti elettori che votavano Pd e ora votano il M5s?
    «Ascoltando i bisogni, aprendoci, impegnando forze nuove e presentando il nostro progetto a partire da alcune priorità essenziali: lavoro, giovani, equità sociale, nuovo sviluppo e rilancio del progetto europeo. Dobbiamo sfidare ancora vecchi e nuovi conservatorismi e proporre risposte nuove per vincere ancora la partita dei meriti e dei bisogni in questo paese.»

    Tra poco meno di venti giorni il Pd sceglierà con le primarie il nuovo segretario. Orlando ha fissato in due milioni la quota minima di elettori. Teme una scarsa affluenza?
    «Io mi fido del popolo del Pd, che in ogni appuntamento ha sempre risposto con grande partecipazione. In questi giorni nei congressi di circolo più di 260mila hanno partecipato a un confronto unico nel paese: un successo di coinvolgimento che nessun altro partito o movimenti può vantare. Io chiedo a tutti gli elettori democratici di partecipare, di darci una mano e di darci forza andando a votare domenica 30 aprile».

    E favorevole al doppio ruolo premier-segretario?
    «Sì. Come accade in tutta Europa per noi il segretario è anche il candidato alla guida del governo. Si tratta di una scelta di chiarezza verso gli elettori e muove dalla consapevolezza che per governare efficacemente serve avere la massima investitura politica possibile».

    Il dibattito sulla legge elettorale non decolla. Prevale la tattica. Ieri Renzi ha aperto sulla eliminazione dei capilista bloccati. Accertato che il Mattarellum non trova consensi, da dove si parte?
    «Noi faremo di tutto per contrastare questa deriva iper-proporzionale presente oggi. Lavoreremo per introdurre correzioni maggioritarie all’attuale sistema elettorale. Dobbiamo impegnarci al massimo per rilanciare democrazia dell’alternanza e governabilità, perché una democrazia non decidente rischia di fare ancora danni al Paese».

    È favorevole alle coalizioni o difende la vocazione maggioritaria del Pd?
    «Io so che non c’è futuro per il centrosinistra senza un Pd forte e aperto in grado di costruire nuove alleanze sociali. Su questo dobbiamo lavorare. Vogliamo confrontarci per unire e allargare il campo ma contano prima di tutto i programmi e le scelte che si propongono ai cittadini».

    Si voterà in autunno o nel 2018 alla scadenza naturale della legislatura?
    «Chi come me è al governo deve rimanere concentrato ogni giorno sulle scelte da fare non sulla scadenza della legislatura».

    Ieri in consiglio dei ministri sono arrivate alcune scelte importanti anche per le popolazioni colpite dal terremoto.
    «Abbiamo dato il via libera alle Zone franche urbane nei comuni del terremoto. Zero tasse e contributi per due anni per le attività d’impresa che daranno futuro alle aree colpite dal sisma. Un aiuto concreto a chi vuole continuare a vivere e lavorare in questi territori straordinari. In particolare per le nostre esperienze agricole e agroalimentari potrà essere una spinta ad andare avanti più forti».

    Domani (oggi, ndr) sarà a Napoli, città dove il Pd vive da anni una lunga crisi. Serve il lanciafiamme, come disse Renzi, o servono idee, come sostiene Orlando?
    «Serve una nuova stagione del nostro progetto per la città. A partire da un investimento nazionale forte del Pd su Napoli. E una città cruciale per le sorti del Paese, per questo occorre chiamare a raccolta tutte le persone che intendono dare una mano alla nostra sfida. A maggio bisogna iniziare insieme e con il massimo impegno questo lavoro, superando le difficoltà di questi anni».

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