• Consegnata la Carta di Milano al Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon

    (Il mio intervento alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione ad Expo)

    Signor Segretario Generale,

    Signor Presidente della Repubblica,

    Signore e Signori,

    è un onore celebrare con Voi la Giornata alimentare mondiale qui a EXPO.
    Per sei lunghi mesi questi padiglioni hanno animato la più importante piazza globale di confronto e conoscenza sulle nuove frontiere della sfida alimentare.

    Abbiamo ospitato decine di Capi di stato e di governo, centinaia di rappresentanti delle istituzioni da ogni angolo del pianeta.

    Ma abbiamo soprattutto acceso l’interesse, l’impegno e la curiosità di milioni di cittadini, oggi più consapevoli delle loro responsabilità e dei loro doveri di fronte alla grande questione democratica che l’accesso al cibo ci pone.

    E’ stato un incontro di popoli e culture, unite dalla consapevolezza che praticare sempre di più la cooperazione agricola e alimentare rappresenta una delle vie per l’affermazione della pace e della convivenza anche nel tempo nuovo della globalizzazione.

    E’ stato un laboratoconsegna carta banrio di cittadinanza e di educazione che ha coinvolto innanzitutto tantissimi giovani alla ricerca di sapere e conoscenza.

    E’ stato uno spazio unico per discutere, in modo universale, temi agricoli e ambientali sempre più rilevanti come la difesa del reddito dei piccoli agricoltori, il rapporto tra ecologia e agricoltura, la tutela del suolo, regole nuove per mercati più gusti.

    La Carta di Milano che oggi le consegniamo, signor Segretario Generale, è stata sottoscritta da più di un milione di persone.

    Lotta allo speco alimentare, obesità e malnutrizione, difesa della biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici sono stati per noi temi d’impegno quotidiani.
    In sei mesi abbiamo realizzato oltre 7mila eventi di contenuto e più di 140 sono stati i centri di ricerca e le università di tutto il mondo che hanno lavorato al “Patto della Scienza” collegato alla Carta di Milano.

    Si tratta di un atto di responsabilità e di cittadinanza globale rivolto direttamente a cittadini, imprese, associazioni e istituzioni in profonda relazione con i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile appena approvati alle Nazioni Unite.
    Affermiamo il diritto al cibo come diritto inalienabile dell’uomo e siamo pronti a contribuire, ciascuno per la propria parte di responsabilità, all’obiettivo Fame zero nel 2030.

    A Milano, grazie a Expo, l’Italia ha dato il suo contributo in un anno cruciale come questo per la comunità internazionale.

    Lo ha fatto innanzitutto nella consapevolezza di essere un ponte culturale e civile nel cuore del Mediterraneo, fra Europa, Africa e Medioriente.

    Noi siamo consapevoli che molto del lavoro da fare inizia ora. E siamo pronti. Tra questi padiglioni è stato forte l’impegno della Società civile e voglio citare il messaggio forte di uno dei grandi protagonisti che è venuto qui a Milano come Bono: “Dove vivi non deve determinare se vivi”.
    Con la forza che questa esperienza universale ci ha dato ci batteremo ogni giorno perché la generazione di Expo diventi davvero la generazione Fame zero.

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