• Più raccolti con meno acqua

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 25 agosto 2015)

    Entro il 2025 saranno 1,8 miliardi le persone che vivranno in zone con scarsità d’acqua ‘assoluta’. È un dato che la Fao ha reso noto proprio in queste ore all’apertura dei lavori della conferenza annuale per la Settimana Mondiale dell’Acqua in corso a Stoccolma fino al 28 agosto.

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  • Tradizione sostenibile per l’agricoltura

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 24 agosto 2015)

    L’agricoltura è una pratica umana che ha più di 11 mila anni, da quando le prime comunità nomadi riuscirono a coltivare le piante. Da quel momento l’evoluzione delle tecniche colturali ha sempre visto l`uomo sfidare se stesso nell’interpretare la tradizione rinnovandola.

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  • Gli agronomi protagonisti all`Expo

    Salvaguarda le interazioni che esistono tra agricoltura e biodiversità migliorando l`efficienza delle produzioni. È riassunta così una delle missioni dell`agronomo all`interno del padiglione della World Association of Agronomists a Expo. Si tratta di un`esperienza tra le più attive ed importanti dell`Esposizione, con una presenza che approfondisce molto il tema dei modelli agricoli, attraverso un interessante percorso formativo. Il ruolo degli agronomi, infatti, è centrale nello sviluppo fattivo delle agricolture del mondo, sono loro insieme agli imprenditori agricoli l veri “artigiani” del territorio. Dalle scelte colturali e dalla preparazione degli agronomi dipendono le rese, gli stili produttivi, gli indirizzi di coltivazione che servono a produrre sempre meglio, con minor impatto ambientale possibile. Il loro impegno nella protezione e nello studio delle specie vegetali è cruciale per la difesa della biodiversità. La loro presenza stabile nei sei mesi espositivi è la conferma che a Expo l`agricoltura e i suoi protagonisti sono centrali. Non è un caso che l`Associazione abbia scelto di organizzare il proprio congresso mondiale a Expo dal 14 al 18 settembre, anche grazie al lavoro fatto dal Conaf, il Consiglio dell`ordine nazionale degli agronomi e forestali italiani. Sarà un onore per l`Italia ospitare questo evento, che rappresenta un momento importante di condivisione di idee, di scambio di know how e di ricerca di soluzioni per nutrire il pianeta negli anni futuri, in perfetta sintonia con gli obiettivi di questa Esposizione milanese.

  • La nostra risposta, nei fatti

    (In risposta al blog pubblicato sul portale Vita.it  http://blog.vita.it/economicamente/2015/08/20/ministro-martina-la-carta-impone-fatti-non-parole/#st_refDomain=t.co&st_refQuery=/lB877WLimv)

     

    Caro Riccardo,

    sono colpito dalle considerazioni uscite sul blog scritto da Marcello Esposito e da te pubblicato, sul nostro impegno per contrastare un fenomeno inaccettabile come quello del capolarato che da anni pervade anche le nostre campagne.

    Voglio stare ai fatti e a ciò che sto cercando di fare, andando anche oltre le funzioni specifiche del mio Ministero, e non replico ad affermazioni come quelle a proposito di ciò che faccio a Expo. Vorrei ricordare però che ho una delega che mi impegna su quel fronte. Segnalo solo che lavoro fuori dall’Esposizione tutti i giorni e se ti capitasse mai di voler seguire tutte le tappe e i problemi che affrontiamo sarei interessato a un bel confronto.
    La piaga del caporalato può essere facile da raccontare ma purtroppo non è semplice da estirpare. Lo dice lo stesso Esposito spiegandoci che “se ne parla sui libri di scuola prima che il ministro Martina nascesse”. È vero, è così. E ci sarà dunque una ragione se non è stato ancora sconfitto. O vogliamo banalizzare dicendo che per capire “basta mandare qualche ispettore o qualche pattuglia della guardia di finanza”? A me non pare proprio e il mio riferimento alla mafia non è un espediente comunicativo ma una necessità per comprendere alcune logiche organizzative e strutturali di questo fenomeno in diversi territori.

    Dopodiché mi domandate fatti e non parole. Provo a rispondere.
    Innanzitutto il controllo e la repressione. Da settimane su nostra richiesta i controlli ispettivi che competono al Ministero del Lavoro e a quello dell’Interno sono stati intensificati in particolare in alcune regioni. Bisogna continuare a rafforzare ulteriormente, è proprio quello che stiamo facendo, allargando il raggio d’azione. Specifiche azioni sono in itinere anche in queste ore con l’impegno delle forze dell’ordine.

    Nello stesso tempo abbiamo ottenuto che si accelerasse il lavoro per il rafforzamento delle norme di contrasto. Il caporalato e’ un reato dal 2011 ma ci troviamo di fronte a un impianto legislativo insufficiente. Le norme troppo spesso sono di difficile applicazione. A settembre la Commissione Lavoro esaminerà la proposta di legge già presentata per il rafforzamento degli strumenti di contrasto. Terzo aspetto. Dal primo di settembre sarà operativa la “Rete del lavoro di qualità”. Consiglierei ad osservatori attenti quali siete di approfondire e di non banalizzare la questione. Non si tratta di una invenzione dell’ultimo minuto per farsi belli. Tutt’altro. E’ da anni una richiesta forte del mondo del lavoro per responsabilizzare sempre di più le imprese del settore agricolo e non solo.

    Leggete cosa dice nel merito un sindacalista di strada a Castelvolturno come Tammaro Della Corte: “Ci vuole la repressione, ma anche un premio per chi collabora». O cosa chiede Yvan Sagnet, giovane camerunense che guidò la rivolta a Nardo’: “Bisogna introdurre una legge sulla certificazione etica d’impresa”. Noi abbiamo voluto mesi fa la norma che introduce per la prima volta la certificazione e ora si passa alla fase operativa tramite INPS e con il coinvolgimento fondamentale anche della grande distribuzione e dell’industria alimentare. Perché la chiave, secondo tutti i protagonisti che da anni si battono su questo fronte, è in una reazione di sistema che determini nuove prassi e nuovi comportamenti lungo tutta la catena di lavoro. Coinvolgendo pienamente anche chi determina i prezzi dei prodotti. Qui non si tratta di pensare che “a cavare le castagne dal fuoco al ministro ci pensino i consumatori o i supermercati”. E’ un ragionamento profondamente errato e per me questo non è un gioco. Più è forte la responsabilizzazione dei soggetti fondamentali, più il contrasto sarà efficace. Domandate a chi vive e produce in alcune filiere agricole per credere. E forse potranno far riflettere su questo sempre le parole di Della Corte: “E’ la grande distribuzione organizzata l’anello della catena che può cambiare le cose».
    La “Rete del lavoro agricolo” serve a questo e dovrà essere ulteriormente allargata e rafforzata, con l’approvazione del “collegato agricoltura”, verso i centri per l’impiego, gli enti bilaterali e altri soggetti. Ultimo fatto che voglio citare: stiamo lavorando alla tutela diretta dei braccianti che denunciano i caporali attraverso uno strumento che vogliamo sia sostenuto anche dalle associazioni d’impresa del settore.
    Come vedete, si lavora. Lo faccio, certo pur coi miei limiti, con la determinazione di chi deve dare un contributo concreto a questa lotta nella piena consapevolezza della responsabilità pubblica che ho assunto con questo impegno.

  • L`importanza del riciclo

    Da inizio Expo abbiamo risparmiato 1,5 milioni i kWh di energia elettrica e oltre 17.000 metri cubi di acqua, grazie alla corretta gestione dei rifiuti all`interno del sito. Il tasso di raccolta differenziata, infatti, è arrivato al 61% con l`obiettivo di arrivare al 70% entro il semestre. Una scelta che rientra in quel concetto di laboratorio di Smart city che vuole essere Expo. E insieme al risparmio e alla mancata emissione di oltre 127 tonnellate di CO2, ci sono i dati del materiale che si avvia al riciclo per nuovi utilizzi, Con i rifiuti raccolti a Expo si potranno produrre ad esempio 68.800 felpe di pile, quasi 1.000 armadi di legno e oltre 500.000 bottiglie di vetro, per citare alcuni dei prodotti più comunemente generati a partire da materia prima riciclata. Numeri che è possibile monitorare attraverso il contatore ambientale sviluppato dal Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, in collaborazione con l`AMSA e che monitora la quantità di rifiuti separata attraverso la raccolta differenziata, evidenziando i benefici sociali, economici ed ambientali di questa operazione. Un`azione che mette in luce un lavoro sul quale l`Italia è impegnata da tempo e con numeri importanti. Negli ultimi 15 anni nel nostro Paese siamo passati dal 30% a quasi 1`80% del recupero dei rifiuti dà imballaggio, tanto che il settore ora impiega più di 37 mila persone e produce benefici economici in termini di smaltimenti evitati e sostenibilità pari a15 miliardi di euro. Lo sviluppo dell`economia circolare sarà sempre più determinante, perché per tutelare le risorse naturali è cruciale attuare un riuso intelligente, come sta accadendo in Expo.

  • Una nuova logistica per il cibo

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 21.08.15)

    Una delle sfide più importanti che si stanno affrontando in Expo riguarda la logistica del cibo. I prodotti che arrivano sulle nostre tavole compiono spesso migliaia di chilometri in nave, vengono trasportati su treni o spesso viaggiano su gomma. Ridurre l’impatto ambientale e rendere più efficienti i trasporti e le infrastrutture diventa sempre più urgente per mirare a modelli sostenibili sotto tutti i profili. Leggi di più

  • L’ossigeno delle foreste

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 20.08.15)

    Tre miliardi e 800 milioni di ettari di terra nel mondo sono coperti da foreste. Parliamo del 30% della superficie terrestre. Un patrimonio di alberi e piante che rappresenta uno dei presidi più importanti per l`equilibrio dell`ecosistema, per la lotta ai cambiamenti climatici. Sono le foreste, infatti, ad assorbire una quota importante di anidride carbonica, contribuendo ad abbattere l’impatto delle emissioni provocate dalle attività umane. Leggi di più

  • Oggi si celebra il “World Humanitarian Day”

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 19.08.15)

    Era il 19 agosto del 2003. A Baghdad un camion bomba colpiva la sede delle Nazioni Unite, uccidendo 22 cooperanti, tra i quali Sergio Vieira de Mello, inviato speciale dell`Onu in Iraq. Dal 2009 questo tragico episodio viene ricordato attraverso il World Humanitarian Day, una giornata dedicata a chi lavora nelle emergenze umanitarie di tutto il mondo e alle vittime delle situazioni di crisi. Leggi di più

  • Expo idee arriva all`Esposizione

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 18.08.15)

    Sabato 12 settembre “Expo delle idee” farà tappa nel grande sito espositivo di Milano. Dopo aver cominciato questo straordinario percorso sui contenuti il 7 febbraio sorso all`Hangar Bicocca, con le testimonianze di personalità come Papa Francesco e l`ex presidente brasiliano Lula, e aver proseguito poi con le bellissime tappe di Firenze e Pompei, arriveremo a Expo per l`ultima giornata di lavoro sui contenuti della Carta di Milano. Leggi di più

  • Expo-Italia andata e ritorno

    Anche in questi giorni l’Esposizione Universale è stracolma di persone. Tanti bambini, tantissime famiglie, molti visitatori stranieri. Ci si aspettava una certa flessione fisiologica agostana e invece è accaduto che proprio in queste ore si siano toccate le punte massime di presenze giornaliere. Noi che abbiamo sempre creduto ad Expo come vera occasione per l`Italia siamo contenti e orgogliosi. E sappiamo che possiamo fare ancora di più. I primi dati sui flussi di visitatori stranieri arrivati nel nostro Paese, anche grazie a Expo, sono molto interessanti. Federturismo indica un incremento delle presenze complessive pari al 10%, cui contribuiscono i flussi dei visitatori stranieri con una prestazione del +7 per cento. Federalberghi individua un +2,5% di clientela estera diretta in Italia. Si tratta in numeri assoluti di circa 8 milioni di presenze in più rispetto al passato. Un bel segnale. Certo non sufficiente e risolutivo di tante questioni aperte da tempo, ma pur sempre il segnale che in molti giustamente aspettavano grazie anche a Expo Milano 2015. A beneficiarne non solo Milano e la Lombardia ma tanti territori del nostro Paese toccati da visitatori europei e non solo. Quando immaginavamo un effetto virtuoso per l`Italia tutta lavorando alla preparazione di Expo, pensavamo anche a questo. Ora ci siamo. Toccherà a tutti, da domani, non sprecare questa occasione e lavorare con spirito nuovo ad un offerta turistica, cultura e ricettiva davvero all’altezza del paese più bello del mondo.

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