La tutela della sicurezza sul lavoro resti alla Regione
La Commissione parlamentare d’inchiesta che si occupa di sicurezza e tutela sul lavoro ha ipotizzato di modificare l’articolo 117 della Costituzione là dove viene stabilito che questa materia deve essere soggetta a una legislazione concorrente, operata dalle Regioni. La proposta significherebbe quindi una riconduzione di questo importante tema all’esclusiva competenza dello Stato.
Il Gruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia non ritiene che ciò sarebbe positivo, e abbiamo quindi presentato una mozione urgente con cui chiediamo alla Giunta che tutela e sicurezza sul lavoro rimangano di competenza regionale. Questo perché ci sembra che la proposta sia anacronistica: la riforma della Costituzione del 2001 ha attribuito le competenze legislative concorrenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro alle Regioni, che hanno efficacemente operato in questi anni.
Lo dimostrano i numeri: Asl e Regioni hanno superato l’obiettivo del 5% delle unità locali da ispezionare annualmente (come concordato nel Patto per la salute e la sicurezza del lavoro) e in Lombardia sono state controllate nel 2011 il 7,5% delle unità locali, pari a oltre 35mila. A ciò si aggiungono il ripetersi degli interventi di formazione e definizione delle linee guida, le buone pratiche da socializzare a tutte le Asl, il concorso con altri soggetti per ridurre quanto più è possibile l’infortunistica sul lavoro (che purtroppo può essere anche mortale) e lo sviluppo di esperienze professionali rivelatesi fondamentali anche per ambienti diversi dai luoghi di lavoro.
La nostra mozione urgente è stata sottoscritta da tutti i componenti della IV Commissione Attività produttive e Occupazione oltre che dal Capogruppo, in essa la Giunta viene impegnata ad attivarsi nei confronti del Governo – in accordo con le altre Regioni – allo scopo di evitare qualsiasi tentativo di ritorno al passato con la centralizzazione di funzioni che, al contrario, necessitano di essere potenziate e meglio distribuite sul territorio. Vogliamo anche, nel contempo, indurre il Ministero della Salute a operare un coordinamento più efficace fra le diverse realtà regionali, assicurando così maggiore omogeneità di intervento ed efficienza in ogni Regione.

