• 2200 terreni da riportare alla legalità

    Un bene su quattro tra quelli confiscati alle organizzazioni criminali è un terreno agricolo. Per questo abbiamo avviato un lavoro maggiormente continuativo e coordinato con l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata che ci permetta di riportare alla legalità e all’agricoltura, magari a carattere sociale, queste terre. Proprio ieri abbiamo firmato un protocollo operativo che ci consentirà di mettere a disposizione dell’Agenzia il patrimonio di conoscenze e di esperienze del Ministero delle politiche agricole, La collaborazione punta alto sviluppo di progetti legati alla qualità, alla sicurezza alimentare, alla tutela ambientale e a protezione dei consumatori per finalità istituzionali o sociali, insieme una più efficiente gestione dei terreni e delle aziende agricole confiscate. Ogni ettaro strappato ai criminali e restituito alle comunità è un simbolo, dobbiamo fare in modo che si semplifichino le procedure, tenendo altissima la guardia contro una riappropriazione da parte delle mafie. A questo scopo creeremo dei gruppi di lavoro con l’Agenzia e il coinvolgimento di soggetti che già oggi hanno di mostrato di saper gestire con integrità ed efficacia i beni. Penso ad esempio a Libera di Don Ciotti, con la quale il Ministero ha già un accordo in essere, potremo lavorare a incrociare queste due esperienze. Ci sono 2200 terreni confiscati alla criminalità organizzata che devono tornare alla produzione nella legalità. Un simbolo importante nell’Italia dell’Expo.

  • Food Act per la cucina italiana

    (Dalla rubrica Diario dall’Expo pubblicata su L’Unità del 29 luglio 2015)

    Valorizzare la cucina italiana, le tradizioni, la capacità di essere ambasciatrice dell’Italia del mondo. Questi gli obiettivi del Food Act, il piano di azioni che insieme ai ministri dell’Istruzione Stefania Giannini e della Cultura e del Turismo Dario Franceschini abbiamo presentato a Expo al secondo Forum della Cucina Italiana.

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  • Rafforziamo le tutele per l’agroalimentare

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 28 luglio 2015)

    Tra le erediti che Expo lascerà all’Italia c’è un percorso importante di riforma dei codice penale sui reati agroalimentari. Un salto di qualità nel contrasto alle frodi, nella tutela dei consumatori e di migliaia di produttori onesti. Sono questi gli obiettivi sui quali si è basato il lavoro della Commissione tecnica istituita dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando e presieduta da Giancarlo Caselli. Leggi di più

  • L’importanza del diritto al cibo

    Nutrire il pianeta, energia per la vita.È sul tema di Expo che abbiamo concentrato il lavoro di questi mesi, costruendone i contenuti, e le azioni che ne conseguiranno saranno l’eredità dell’Esposizione italiana. Con la Carta di Milano abbiamo esplicitato il legame tra cibo, diritto, politiche e legislazioni. Buone scelte di governo, buone leggi, buoni accordi internazionali sono le basi cruciali per garantire la sicurezza alimentare e uno sviluppo sostenibile dei nostri modelli economici. Cosi come è decisiva l’approvazione di normative che rafforzino la trasparenza delle informazioni al consumatore sui prodotti alimentari e che tutelino sempre meglio le aziende dal pericolo di contraffazione. Un contributo concreto arriva dal Milan Center For Food and Law Policy, progetto nato poca più di un anno fa, che presenteremo oggi a Expo. “Non c è cibo senza diritto” ha scritto ieri su questo giornale la Presidente Livia Pomodoro, che con il suo impegno ha fatto diventare il progetto centrale nello sviluppo del diritto internazionale sul tema dell’alimentazione. Grazie anche a questo l’Italia si dimostra protagonista in uno degli anni fondamentali per la nutrizione, che a settembre vedrà l’appuntamento dell’aggiornamento degli Obiettivi del Millennio in sede Onu. Porteremo la Carta di Milano nel giorni dell’Assemblea e il segretario generale Ban Ki-moon sarà a Expo nella giornata mondiale dell’alimentazione. Perché costruire norme efficaci che garantiscano il diritto al cibo è un tassello essenziale per essere davvero la generazione Fame zero.

  • L’economia è blu

    (Dalla rubrica “Diario dall’Expo” pubblicata su L’Unità del 26 luglio 2015)

    Non c’è risorsa più essenziale dell’acqua per garantire la vita. Un bene che va protetto. tutelato e valorizzato e proprio perciò l’Italia ha deciso di dedicare un focus particolare a questo elemento in occasione di Expo. A Venezia, città simbolo mondiale del connubio acqua-uomo. Nasce così Aquae Venezia, il padiglione della Blu Economy in stretto collegamento con l’Esposizione Universale di Milano. Inquesto contesto fino a ottobre i visitatori potranno immergersi nelle tematiche e le esperienze offerte dai percorsi espositivi allestiti, che anno dall’educazione ambientale alla conoscenza delle specie ittiche, ai confronti sulla ricerca e sulle politiche marine. L’Italia porta la sua tradizione millenaria e le prospettive di futuro per il settore sulle quali stiamo lavorando. Negli ultimi 12 mesi abbiamo messo in campo una strategia per dare centralità all’economia del mare, organizzando momenti di confronto internazionali anche su un fronte cruciale come quello dell’acquacoltura. Lavoriamo per la salvaguardia del piccoli pescatori e dei piccoli produttori. Parliamo di una filiera che nel nostro Paese dà lavoro a 30mila persone, quasi un quarto degli occupati nel settore a livello europea. Abbiamo un miliardo di euro di investimenti dei fondi europei e nazionali fino al 2020 per il sostegno del reddito dei pescatori, puntando su innovazione, aggregazione e semplificazione delle norme. Obiettivo altrettanto importante è la tutela delle risorse ittiche: non c’è futuro se non rispettiamo il mare, tutti.

  • Stop al consumo di suolo

    (Dalla rubrica Diario dall’Expo pubblicata su “L’Unità” il 24 luglio 2015)

    Dobbiamo agire presto in coerenza con gli impegni della Carta di Milano, che ha un passaggio chiave nel richiamare i governi a “rafforzare le leggi in favore della tutela del suolo agricolo, per regolamentare gli investimenti sulle risorse naturali, tutelando le popolazioni locali.

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  • Italia e Angola sempre più vicine

    (Dalla rubrica Diario dall’Expo pubblicata su “L’Unità” il 23 luglio 2015)

    Da Milano a Luanda il viaggio è lungo. Ma Italia e Angola oggi sono più vicine, grazie alla grande collaborazione che i due Paesi hanno portato avanti anche durante l’Esposizione Universale. In queste ore 70 imprese italiane hanno partecipato alla più importante fiera internazionale del Paese.

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  • Energia verde per nutrire il pianeta

    (Dalla rubrica Diario dall’Expo pubblicata su “L’Unità” del 22 luglio 2015)

    Quest’anno i consumi lettrici di oltre 5 milioni di famiglie italiane sono stati coperti dalle bioenergie, con più di 17 miliardi di kw ora prodotti. In questo contesto ii contributo dell’agricoltura è stato importantissimo, in particolare attraverso gli impianti di biogas che per oltre due terzi nel nostro Paese sono posseduti da imprese agricole. Un settore, solo quello del biogas, che vale più di 2.5 miliardi di euro. Leggi di più

  • Il pane è vita. E la vita non si spreca

    (Dalla rubrica Diario dall’Expo pubblicata su “L’Unità” del 21 luglio 2015)

    “Per capire la sacralità del cibo bisogna partire dal pane” ci ha ricordato Ermanno Olmi nel suo straordinario contributo per Expo. Non c’è forse alimento che meglio rappresenti la dimensione valoriale di ciò che mangiamo. Proprio il pane è stato celebrato in queste ore a Expo con un evento dal forte valore simbolico: una tavola al centro di Piazza Italia con i pani offerti dai Paesi partecipanti. Leggi di più

  • Stop al falso Made in Italy agroalimentare

    Un “Tuscan olive oil”, imbottigliato in Inghilterra, era in bella mostra sugli scaffali di Harrods a Londra. Su eBay un venditore reclamizzava un wine kit fatto negli Stati Uniti per produrre Barolo e Amarone in casa. Un turco, invece, con una bella foto di groviera, offriva fino a 5mila tonnellate al mese di “Parmesan” su Alibaba, quasi la metà della produzione mensile del Parmigiano Reggiano Dop. Sono tre dei 500 casi di interventi internazionali che l’Ispettorato repressione frodi del Ministero delle politiche agricole ha messo a segno negli ultimi 15 mesi. Numeri che nessun altro Paese può vantare. Frutto di un lavoro attento e innovativo che facciamo, da un lato utilizzando meglio di tutti gli altri Stati membri le leggi europee a tutela dei prodotti Dop e Igp, dall’altro con una collaborazione col maggiori player del web per difendere consumatori e produttori dai falsi. Anche Coldiretti in questi giorni a Expo ha ricordato quanto sia a rischio il Made in Italy agroalimentare. La nostra non è solo una strategia difensiva. Oltre alla repressione, puntiamo sulla diffusione della conoscenza dei nostri veri prodotti Dop e Igp. È qui che si gioca la sfida più importante per aprire mercati ai produttori italiani. Per questo stiamo attuando, con il Ministero dello Sviluppo economico, un piano di sostegno all’export che per la prima volta contiene azioni concrete contro l’Italian sounding, che ci ruba mercato e migliaia di posti di lavoro. Una promozione che parte da Expo, dove migliaia di visitatori e buyer stranieri hanno la possibilità di conoscere il Made in Italy agroalimentare, quello vero.

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