• “Per l’agroalimentare il 2015 è l’anno della svolta”

    (intervista di Deborah Dirani per il “Sole 24 Ore” del 18.05.15)

    II primo a credere che l’Italia, anche grazie all’Expo di Milano possa farcela, è il ministro per le Politiche agricole e forestali Maurizio Martina che, partendo dai 10 selfie scattati a immortalare il meglio dell’Italia, spiega come non ci siano obiettivi troppo ambiziosi, nemmeno quando si tratta di imparare a ridurre gli sprechi alimentari.

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  • Ecco la Carta di Milano, cibo diritto di tutti

    (Intervento del Ministro Martina pubblicato su “La Stampa” del 28.04.15)

    “I popoli, al pari degli individui, possono quello che sanno”. Con questa ispirazione, a pochi giorni dall’apertura ufficiale di Expo, presentiamo oggi la “Carta di Milano” l’atto d’impegno che farà da guida ai sei mesi straordinari che abbiamo di fronte. Sentiamo forte la responsabilità di animare un dibattito profondo sui contenuti dirompenti che questa Esposizione ci propone. Leggi di più

  • “Non mi allineo ma le mie scelte ora sono diverse da quelle dei big”

    (Intervista di Ciriaco Tommaso per La Repubblica – 13.05.15)

    È uno dei quarantenni con il dna diessino che a differenza di Bersani si è schierato con il ‘suo” governo in occasione dell’ultima fiducia. Uno di quelli che “c’è sinistra oltre D’Alema”, per dirla con Renzi. Inutile negarlo – sostiene il ministro Maurizio Martina – abbiamo sostenuto scelte diverse.

    Nella lista di Renzi da una parte c’è lei, Mogherini e Orlando. Dall’altra i “cattivi”, Bersani e D’Alema
    “Siamo tutti nello stesso partito e preferirei non personalizzare. Ho grande rispetto per queste personalità. Ma la nostra sfida, ora, deve concentrarsi sulla responsabilità che abbiamo in carico”.

    E però Renzi vi indica come quelli a cui affidare l’ultimo atto di rottamazione dei ‘padri’. A partire proprio da D’Alema e Bersani
    “Io rivendico le battaglie di merito e le scelte fatte. Se in quel passaggio stretto e complicato decidi di sostenere il governo, hai prodotto una scelta politica che ti investe anche di una responsabilità. Cosa sarebbe successo senza questo impegno?Ci avrebberimessouna leadershipotuttoil Pd? Dopo il congresso, la minoranza indicò due parole d’ordine: responsabilità e autonomia. Noi siamo stati coerenti con questa impostazione”

    Irresponsabili Bersani e gli altri, dunque?
    “No, non lo penso. Dico che per me ha fatto bene chi ha contribuito a chiudere il capitolo della riforma elettorale”.

    Net partito tira una brutta aria Tensioni e defezioni C’è chi ipotizza una scissione a sinistra. Plausibile?
    “Le battaglie si fanno nel Pd. Uscire dal progetto è un grave errore. Io rivendico il diritto di non farmi omologare. Di battagliare e pensarla diversamentedal segretario. Ma il progetto collettivo del Pd è più grande delle nostre divisioni. La sinistra non si rafforza se si divide, come dimostra la storia”.

    Battagliare, dice. Su quali punti combatterete?
    “C’è un’agenda sociale che il Pd e il governo devono sviluppare ancora di più. Dobbiamo contribuire ad alzare l’asticella degli interventi. Sulla scuola e sull’occupazione, ad esempio. E sulla riforma costituzionale: c’è spazio per avanzare proposte che migliorino la riforma”.

    Il premier se la prende con la sinistra masochista. Quella di Civati, che in Liguria fa perdere il Pd
    “Io in Liguria voterei senza dubbio Paita Uscire dal Pd è un grave errore. E’ la casa di noi tutti e c’è diritto di cittadinanza per chi non la pensa come Renzi. Il Pd non è, né sarà mai un progetto schiacciato sul pensiero di una persona sola”.

    Intanto anche Fassina prepara l’addio.
    “Non banalizzo le uscite, né banalizzo le parole di Fassina. Alcuni di questi compagni, però, in un anno e mezzo non hanno speso una singola buona parola per quanto fatto dal Pd e dal governo. E i toni spesso sono stati profondamente sbagliati”.

    E la Cgil? E l’intera galassia della scuola?
    “Dobbiamo continuare il confronto con chi critica. Certo, senza accettare veti”.

    Un dibattito tiene banco Renzi è di sinistra? Le giro il quesito.
    “Guardi, oggi c’è una leadership nata nel popolo della sinistra, prima che nelle sue classi dirigenti. Renzi ci ha caricato sulle spalleuna sfida colossale, da far tremare ipolsi. Non voglio quindi partecipare a una discussione un po’ salottiera. La sua sfida è la nostra sfida. E lo dice chi non si sente renziano, ma non si alza ogni mattina per trovare un’altra via”

    Rischiate davvero di trasformarvi nel partita della nazione?
    “Non ho mai creduto a un partito contenitore. Io lavoro per un Pd ancorato saldamente al centrosinistra”.